Perché i Saggi?




Il genere di Montaigne, il SAGGISMO, presenta contenuti del mondo reale ma senza una coerenza ferrea. Perché? Perché guardando in se stesso, M non trova una permanenza dell’IO tale che i giudizi siano fissi.

La coerenza di M è molecolare, valida solo per la cosa che scrive in quel momento riguardo a quell’oggetto; il suo pensiero non vuole fornire né costituire una teoria gnoseologica; se a volte ne usa una lo fa “ a caso”, non segue alcuna coerenza “filosofica”. Il punto di vista teorico di M in ciò è EPICURO, con la teoria del flusso di atomi e del clinamen, forza obliqua che “incerto tempore, incertisque locis” sposta gli atomi dando luogo a tutte le cose. E M è chiaramente lontano da quel che dirà Cartesio, che per la necessità di garantire i giudizi deve porre almeno l’IO come indubitabile.

Quale Dio?

M si dice cattolico, ma solo nel senso che se c’è il creato, dev’esserci anche un creatore, che con il mondo ha un rapporto meccanico. Non c’è però fede in un dio padre buono, onnipotente, misericordioso, che ti perdona; Dio è solo creatore, che dà le leggi di movimento al creato, dà la prima spinta.

M comunque non era ateo (come lo accusò Pascal), però fu precursore dell’ateismo. D’altra parte LUCREZIO, EPICURO, ecc, vedevano gli dei come “lontani dalle cose umane” (e anzi per Lucrezio che tira in ballo gli dei vuole ingannare, perché in realtà dagli dei non si può ottenere niente).

Montaigne fa parte della letteratura dello SCAVO INTERIORE. L’uomo non esiste come persistenza di un IO, l’uomo è PASSAGE. Anticipa HUME per cui l’uomo è “puro nome e insieme di percezioni”: Hume: “quando entro in me stesso, incespico e non trovo me stesso”; per Hume l’io trascendentale che fonda la razionalità (poi anche Kant…) non c’è.

L’uomo di Montaigne è una stratificazione di inconscio e consapevolezza, e l’IO è un sistema di causalità non note; l’IO infatti ha dovuto “guardare dall’altra parte” freudianamente perché non può sopportare la visione dei mostri che genera in se stesso.

In questo senso M vede l’OPACITA’ DELL’INDIVIDUO: gli individui sono “cavi e vuoti”. Guardandosi dentro, l’individuo trova uno sbarramento; le linee di sviluppo dell’IO seguono causalismi inesplorati; M indaga come tali causalismi appaiono/emergono nella vita con gli altri, cioè nel rapporto con l’altro. E specialmente le causalità dell’IO in relazione al NUOVO costituito dalla scoperta dell’America.

La COERENZA di Montaigne è quella di un uomo che dice la verità sui PASSAGES di cui parla. La sua incoerenza è legata al nostro mondo percettivo: le percezioni sono di per sé disordinate, è la mente che le organizza.

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